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Lebovici amava i bebè, la trasmissione e i libri


Nel sogno detto della “Monografia botanica” di Freud, uno dei diversi sogni di Freud da lui analizzati ne L’interpretazione dei sogni, si parla di un libro: “Ho scritto la monografia di una pianta (di specie indefinita). Il libro si trova davanti a me, sto voltando una pagina dove sono inserite delle tavole a colori. Ogni tavola contiene il campione di una pianta essicata, come in un erbario” (1967, p. 245). Di che libro si tratta? Un libro sulla cocaina, un libro di viaggi sulla Persia, una bibbia familiare o altro ancora? I pareri degli specialisti divergono ma ad ogni modo si tratta di un libro che è al centro del sogno. Da quel momento Freud, con malizia, dice di aver sviluppato una spiccata
predilezione per i carciofi e per i libri. E diventerà il “verso di un libro” – traduzione letterale di un’espressione tedesca che indica un “topo di biblioteca”. Freud amava i libri e le biblioteche, proprio come lo stesso Lebovici che amava i libri e le biblioteche e che ha lasciato alla Facoltà di
medicina di Bobigny e a me sia dei libri che una biblioteca.









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