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La Dimensione religiosa nella clinica Seminario di clinica transculturale (2002)


"Da dove vengono la malattia e la guarigione ?" domandò Mosè
"Da Me" gli rispose Dio.
"Che cosa fanno allora i curanti ?"
"Si guadagnano il pane e nutrono la speranza
nel cuore del malato fino a che Io gli rapisca
la vita o gli restituisca la salute".
Al-Gazàli. Le conseil, citato da Adohane 1998, p. 37

In questo testo tratteremo della dimensione religiosa nella clinica e non della religione nella clinica.

Ci interessiamo, nel contesto etnopsicanalitico, alla religiosità psichica e al suo ruolo nella strutturazione degli individui e dei gruppi nei loro rapporti con se stessi, con le loro comunità di appartenenza e con gli altri. Ma non si tratta né di teologia né di analisi di pratiche culturali. Si tratta piuttosto del ritorno particolare della dimensione religiosa e del destino della religiosità e della sua funzione nella costruzione dei legami inter e transgenerazionali e dei loro rapporti con la psicopatologia. In effetti, l'esperienza clinica ci mostra che i problemi di trasmissione della religiosità, fra altri elementi, influiscono sulla continuità psichica e sovente si traducono in una sofferenza patologica.

Se ci interessiamo alla religione come quadro strutturato e strutturante, suscettibile di dare senso e fornire leve terapeutiche per alcuni pazienti che vengono da altrove, la questione della religione è ancora più importante per le coppie miste di confessione differente. Essa ritorna in modo più acuto durante l'adolescenza dei figli e a volte condiziona la loro costruzione identitaria e il loro divenire.


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Texte initial :
Idris I. La dimensione religiosa nella clinica. Bobigny : Association Internationale d'EthnoPsychanalyse ; 2004.







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