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Da una costa all'altra Pensare il bambino nel Maghreb e nella migrazione


Nel Maghreb come altrove, il bambino fin dalla nascita è immerso in un mondo di parole, di leggende, di simboli, di regole collettive e di divieti. Il loro rispetto garantisce sia la sua sicurezza esterna e interna che quella della madre, condizioni essenziali per l'organizzazione della diade e per lo sviluppo armonioso dell'attaccamento.

Ogni disordine madre-bambino sarà interpretato secondo questa codificazione.

Gli elementi sono volontariamente circoscritti ad un'area antropologica ridotta, la Kabilia, vista la molteplicità delle varianti nei paesi del Maghreb.

Queste osservazioni sono il frutto di una ricerca personale presso una popolazione, costituita essenzialmente da donne, nella regione della Kabilia e nelle zone attorno ad Algeri. Sono state incluse solo le osservazioni confermate da più fonti e congruenti con i dati della letteratura disponibili sull'argomento.


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Texte initial :
Ferradji T, Ferradji S. Da una costa all'altra. Pensare il bambino nel Maghreb e nella migrazione. Bobigny ; Association Internationale d'EthnoPsychanalyse ; 2005. Available from : http://www.clinique-transculturelle.org/AIEPtextesenligne_ferradji_crinali.htm 


Articolo pubblicato in francese con il titolo D'une rive à l'autre. Penser l'enfant au Maghreb et dans la migration, di Taïeb Ferradji e Sonia Ferradji, rivista L'autre, Cliniques, Cultures et Sociétés 2000 ; 1(3) "Dire sa souffrance" : 519-26, tradotto in italiano da Maura Ravasi, pubblicato sul sito con l'accordo degli autori e dell'editore.







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